Regolarizzazione 2012: i Signori della truffa

 

La disposizione transitoria, prevista dal decreto sulla regolarizzazione si è  presentata non priva di criteri restrittivi, controversie e difficoltà.
Da subito si sono espresse preoccupazioni sul fatto che questa regolarizzazione possa aprire spazi a numerose truffe, poichè in un Paese con centinaia di migliaia di irregolari è facile trovarne tanti disposti a pagare, anche a caro prezzo, la promessa di un permesso di soggiorno.
I casi visti nella Sanatoria 2009 sono stati tanti, dai datori di lavoro fittizzi ai fornitori di false "prove di presenza", fino alle agenzie che promettono di mediare e semplificare pratiche troppo lunghe e difficili.
Il risultato è sempre lo stesso, il truffatore si arricchisce, il clandestino resta tale e non può nemmeno sporgere denuncia alla Polizia perchè verrebbe espulso.
Un'indagine dell'associazione Naga calcola che nel 27% delle domande respinte spesso s'annidava un imbroglio. Una su quattro: Un giro d'affari totale di almeno 53 milioni di euro.
“L'indagine dimostra, una volta di più, come il problema di fondo sia il mancato funzionamento del meccanismo d'ingresso dei cittadini stranieri per motivi di lavoro secondo le regole vigenti e perfino delle sanatorie. Con le regole attuali i truffatori sono risultati intoccabili e se le Istituzioni non decideranno d'intervenire i reati connessi alla ‘sanatoria truffa’ passeranno sotto silenzio.” commenta Pietro Massarotto, presidente del Naga.
Al Corriere della Sera, Riccardo Piacentini, responsabile del dipartimento immigrazione della Cgil, valuta due punti deboli del decreto: “Primo, la sorte del lavoratore dipende completamente dal datore di lavoro. Secondo, il requisito della presenza almeno dal 31 dicembre 2011 crea discriminazioni e favorisce il mercato dei falsi. Il mio ‘padrone’ non mi vuole regolarizzare oppure mi chiede soldi per fare la domanda: a ogni assemblea ne abbiamo sentiti almeno tre o quattro di questi argomenti”.
L’associazione Naga chiede che a chi denuncia sia rilasciato un permesso di soggiorno per protezione sociale (lo stesso riconosciuto dalla legge alle vittime del racket della prostituzione o del caporalato), per attesa occupazione o per motivi umanitari, nonchè un profondo ripensamento dell'attuale legge sull'immigrazione che risponda a criteri di realtà.
Conclude il presidente del Naga: “Suggeriamo di partire da queste tre proposte: slegare l'ingresso dei lavoratori in Italia dal requisito del possesso del lavoro a priori; prevedere per legge la possibilità di regolarizzazione per coloro che lavorano e che si trovano già in Italia; istituire la possibilità di concedere visti d'ingresso per ricerca d'occupazione”. Allargare, insomma, i canali dell'immigrazione regolare, anche per colpire chi specula sugli irregolari.

Ma veniamo ai tanti “casi truffa” riguardanti la Sanatoria 2012, già denunciati in questi giorni da organi di stampa e siti internet.
È proprio il web il terreno di caccia ideale per un truffatore, dove si possono raggiungere tanti potenziali clienti con poco sforzo, tempi brevi, anonimato. Su bacheche di annunci, forum e social network vengono lanciate in questi giorni molte esche, a partire dal classico: "Hai bisogno di aiuto per la sanatoria? Contattaci".
C’è chi non si è fermato e ha pensato di creare un sito apposito, è il caso di 'www.sanatoria2012.com'. L’home page va subito al sodo: "Il tuo datore di lavoro non ti offre la possibilità di avere la Sanatoria? Non sei in possesso dei documenti per provare che eri in Italia da Dicembre 2011? Ti mancano i requisiti per la Sanatoria? Se la tua risposta a queste domande è SI' !! Allora possiamo aiutarti. Visita il sito e richiedi un contatto, sicuramente abbiamo la soluzione migliore adatta a te". E su offerta e costi il sito è molto chiaro, con esaurienti esempi, dettagli e listino prezzi. Fortunatamente il sito è stato già segnalato e chiuso, grazie soprattutto al portale 'Stranieriinitalia.it' ma c’è da aspettarsi nuovi o simili tentativi di truffa telematica.

È invece il Corriere della sera a portare in luce il caso di Via Padova, a Milano, dove agenzie di mediazione propongono documenti ‘facili’ per ottenere la regolarizzazione. Ecco l’inchiesta di Alessandro Coppola:
In fondo a via Padova, superati un'agenzia di scommesse e due centri massaggi, un'insegna bianca e blu offre “mediazione e consulenza sociale, pratiche amministrative per stranieri”. La porta è sulla strada, socchiusa, vetro fumé. Vi occupate anche della sanatoria 2012? L'uomo coi baffi fiuta i polli, fa alzare i compari seduti davanti alla scrivania e s'affretta a porgere la sedia: “Prego”.
Abbiamo una badante peruviana da regolarizzare. “Nessun problema”, risponde, l'accento è magrebino. Lei ci può aiutare? “Faccio tutto io”. Sappiamo, però, che la signora dovrà dimostrare di essere arrivata entro il 2011, forse non ha i documenti giusti... L'uomo ha colto: “Non c'è problema - fa con le dita il gesto dei soldi - basta pagare un pochino... Siamo in Italia, si può fare tutto”. Anche fabbricare carte false.
Per svelare quanto costa dà appuntamento al giorno dopo, questa volta abbassando la voce. Al secondo incontro, come promesso, presenta il conto: “Servono 500 euro... - sussurra -. Se prendi fiducia, quella cosa lì posso farla io...”  

Non finisce qui. A Napoli la polizia ha denunciato 138 persone per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e falso, dopo aver scoperto uno dei componenti dell’ organizzazione che forniva pratiche per l'emersione fittizzie. Si trattava di 48 istanze di emersione, tutte corredate da una certificazione medica attestante lo stato di fisica invalidità del datore di lavoro richiedente, in modo tale da evitare la presentazione di documentazione sul reddito dell'uomo. Le indagini hanno mostrato che la documentazione era falsa. Il 45enne ha ammesso di operare nell'ambito di un'articolata attività organizzata su base territoriale, capace di produrre certificazioni contraffatte per far accedere ai benefici della sanatoria cittadini stranieri fornendo loro falsi datori di lavoro spesso disoccupati e nullatenenti. È stata accertata poi la stretta collaborazione con un sindacato con sede a Giugliano, un Caf e un patronato. Prima il 45enne, sua moglie 34enne e un suo complice 51enne sono stati denunciati. Poi sono stati identificati e denunciati 67 italiani residenti in vari comuni dell'hinterland partenopeo e nel capoluogo, per aver favorito la permanenza nel territorio dello stato di cittadini stranieri, nonchè per falso materiale; infine 68 stranieri, provenienti da vari paesi dell'Europa Orientale, dall'Asia e dall'Africa, per falso materiale.

Al Commissariato di Castel Volturno invece, gli agenti di Polizia hanno denunciato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina due coniugi italiani e tre immigrati nigeriani, tra cui una trentenne, la cui pratica di emersione è risultata del tutto fasulla: Il cinquantasettene si è presentato presso lo sportello unico dell'immigrazione di Caserta, sottoscrivendo un contratto di lavoro a nome della trentenne, ufficialmente assunta come colf. Partiti gli accertamenti, gli investigatori hanno scoperto che la ragazza non svolgeva alcun lavoro presso il cinquantasettenne, anzi era stato quest'ultimo a rintracciarla tramite un nigeriano, anch'egli denunciato, che ha svolto il ruolo di mediatore. La somma che la trentenne ha dovuto pagare per “rientrare” nella sanatoria non è stata ancora accertata.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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